Morte Gimondi, la straziante lettera della figlia Norma: “ora riposa papà, questa tappa è finita…”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

La figlia di Felice Gimondi ha voluto dedicare una lettera al proprio padre, scomparso pochi giorni fa in seguito ad un infarto

L’intero mondo del ciclismo piange la scomparsa di Felice Gimondi, venuto a mancare pochi giorni fa per via di un infarto che non gli ha lasciato scampo durante un bagno a Giardini Naxos.

Una perdita pesantissima per la moglie e le due figlie, legatissime al padre e profondamente addolorate in questi giorni terribili. Una di loro, Norma, ha deciso di dedicare una lettera al proprio genitore, che riportiamo di seguito:

Caro papà, da bambina quando partivi per il Giro d’Italia la mamma faceva scrivere a me e Federica una letterina per farti compagnia la sera, di rientro dalla tappa. Era un modo per dirti e farti capire che anche se non eri con noi, noi eravamo con te ovunque. Scrivo questa — la lettera che più ho temuto di dover scrivere — perché oggi più che mai io, mamma e Federica abbiamo bisogno che tu sia con noi. Con le tue poche parole ma con i tuoi tanti fatti, ci hai amato immensamente. Il tuo cuore grande e forte non ha retto e ora sei qui su questo tavolo, in questa stanza gelida. Vorrei poterti dire: alzati papà, ci sono tanti che fanno il tifo per te. 

Ci sono gli amici di sempre, i «gimondiani» che sono ancora qui ad acclamarti e ci siamo anche noi: io, mamma e Federica che vogliamo vederti ancora una volta sorridere. Ci hai cresciuto come te: poche parole, azioni concrete. Ci hai insegnato il rispetto per l’avversario e, soprattutto, a non arrenderci mai come faremo anche noi: le tre donne di cui devi essere orgoglioso sono forti e unite. Promettimi che da lassù continuerai a guardarci, a tenerci per mano, anzi, a ruota.

Tu che hai lottato fin dall’inizio, partendo a 22 anni da Sedrina e arrivando in giallo a Parigi. Vorrei portarti sempre nel mio cuore con quella maglia gialla numero 123 perché tutto è iniziato lì. Ora tutto sembra finito ma tu ci hai insegnato che nella vita si lotta tutti i giorni per ciò in cui si crede anche quando gli altri ti danno per perdente. Ora riposa, papà: questa tappa è finita. Sei il miglior papà che si possa avere. Ti amiamo sempre, fino alla fine. Norma con mamma e Federica“.

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About Ernesto Branca (29592 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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