Spada/LaPresse

Il Milan batte 1-0 il Brescia all’esordio a San Siro. Prestazione sufficiente dei rossoneri: i big si svegliano, ma mancano i gol delle punte

Dopo un esordio sconcertante ad Udine, il Milan torna in campo nella seconda giornata di Serie A con la voglia di far bene davanti al proprio pubblico e ottenere il primo successo della stagione. Missione compiuta, ma prestazione rivedibile. Giampaolo aveva promesso un nuovo modulo e ha presentato un ‘albero di Natale‘ ancelottiano tanto caro ai tifosi rossoneri: Calhanoglu in mediana al posto di Paquetà e al fianco di Bennacer all’esordio dal primo minuto, Castillejo e Suso dietro l’unica punta… Andrè Silva! La grande novità di giornata, modulo a parte, è proprio l’esclusione per ‘scelta tecnica’ del bomber polacco, apparso abbastanza opaco nelle ultime uscite fra precampionato e Udinese. Andrè Silva, con le valigie in mano, ma senza una squadra che voglia realmente puntare su di lui, prova a rilanciarsi davanti ai suoi tifosi: prestazione sufficiente, tanto impegno e qualche giocata interessante ma senza rendersi mai pericolo sotto porta.

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Bocciato Piatek, Andrè Silva con le polveri bagnate, il Milan si affida ad Akan Calhanoglu per il gol che sblocca la gara al 12′ e si rivela poi decisivo ai fini dell’1-0 finale. Il turco si dimostra ancora una volta un giocatore indispensabile per il Milan, scambiato spesso di posizione, ma sempre volenteroso ed oggi anche decisivo. Rossoneri che dipendono da altri due giocatori che, rispetto ad Udine, hanno fatto sentire maggiormente la loro presenza: Suso, suo l’assist per il gol vittoria, apparso più a suo agio con la possibilità di giocare sul centro destra e allargarsi sulla linea laterale per puntare l’uomo (il vero motivo del cambio di modulo rispetto alla posizione di trequartista centrale); Kessiè, rientrato dal primo minuto con la sua dose di corsa, inserimenti ed equilibrio che ha dato muscoli e brio al centrocampo rossonero, apparso fiacco e spento alla prima stagionale.

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Donnarumma e la difesa reggono bene quando il Milan ha bisogno di rifiatare, ma la nota negativa arriva dall’attacco. Castillejo più a suo agio sull’out di sinistra, ma ancora evanescente sotto porta. L’entrata di Piatek, al posto di Andrè Silva nella mezz’ora finale, ha dato vivacità ad un attacco spesso evanesce e poco incisivo sotto porta: il polacco è stato fermato da un doppio grande intervento di Joronen e da tanta sfortuna, il digiuno continua ma il gol arriverà. Deve arrivare. Il Milan dipende troppo dal suo bomber: gol è sinonimo di vittorie, con le vittorie arriva la fiducia. I primi segnali del nuovo Milan, seppur in ritardo, si sono visti e ha Giampaolo va dato il merito di aver messo più di una pezza al disastro dell’esordio.

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