(AdnKronos) – E replicando a chi sui social lo ha accusato di essere stato pagato per andare a Lampedusa, Chef Rubio ha detto: “Non sono stato pagato da nessuno – spiega – ho pagato più di 400 euro per andare a Lampedusa e prendermi dei vaffa…”. E tornando sul post su Instragam che ha sollevato numerose polemiche ha detto: “Se ho 11.400 like per 382 commenti, di cui quasi tutti positivi, e se ci concentriamo solo sulle frasi sulla cocaina, sulla mafia e la camorra, allora bisogna dire che quelle sono presenti in tutta Italia”. E ancora: “Non ho detto nulla di stravolgente. Se non ci sono ospedali a Lampedusa non è certo colpa mia, se il turismo che hanno voluto fare è finalizzato solo per i mesi estivi e d’inverno mi devo inventare un lavoretto non è colpa dello Chef Rubio”.
E ricorda che “non esiste una libreria a Lampedusa – spiega -è una isola che potrebbe campare senza alcun aiuto, è un’isola che camperebbe di natura, eppure si fanno la guerra tra fazioni”. Poi ancora: “Dobbiamo incazzarci per le cose che i lampedusani non hanno – dice – Il mio primo post era una critica ai turisti che vengono per spendere soldi per le case abusive, era uno ‘Svegliatevi’, non era una critica al lampedusano”. “Se mi incazzo è perché ho conosciuto persone per bene, esiste anche la micro criminalità, con persone che combattono e hanno paura”.
Ma Chef Rubio cosa si sente di dire ai lampedusani che dicono di essersi offesi per le sue parole? “Ho già risposto con eleganza – dice – ho fatto un post in cui ho parlato solo bene, li invito a leggere i post successivi. Il mio era un gesto di affetto per l’isola abbandonata dallo stato come la Calabria e la Sicilia tutta. Io ho studiato e ho scoperto e ne ho tratto le conseguenze. C’è gente di potere che non sa niente di Lampedusa, io faccio le cose e non le mando a dire ci sono quelli che parlano e non fanno. Persone che forse hanno la coda di paglia”. E po sottolinea: “Vorrei continuare ad abbracciare le persone, io non sono giornalista, mi interessa la parte emozionale”. E annuncia: “Tornerò a Lampedusa, ci sono molte persone che mi aspettano. Appena potrò tornerò sull’isola. Se ci sono persone che si sono sentite scottate per quello che ho detto, forse non hanno avuto il coraggio di rivedere le proprie posizioni”. E rivela che prima di lasciare l’isola di Lampedusa “hanno cercato di aggredirmi verbalmente – dice – gli ultimi tre giorni sono stati incredibili, mi minacciavano e mi dicevano di andarmene”.