(AdnKronos) – La decisione del giudice non è scontata, nonostante nel novembre del 2018 la stessa Simonetti abbia respinto la richiesta avanzata da Simon Fiduciaria di annullare le delibere dell’assemblea di Mediaset a cui non era stata data la possibilità di votare in assemblea. In questo caso, a presentare il ricorso è stata la sola Vivendi, che di Mediaset detiene un 9,9% di diritti di voto e a cui non sono state applicate misure restrittive.
L’Agcom, nel 2017, aveva ordinato alla società francese di rimuovere la sua posizione dominante in Mediaset (o in Telecom) e Vivendi ha scelto di congelare i due terzi della sua partecipazione detenuta nel capitale Mediaset, allora il 28,8%, in una fiduciaria. Nell’ultima assemblea di quest’anno, quella che si è svolta del 18 aprile, né a Vivendi né alla fiduciaria è stata data la possibilità di votare.
Vivendi ha condannato e definito “illegale” la decisione di Mediaset di negarle questo diritto. E dunque, prima che Mediaset potesse negarglielo nuovamente mercoledì prossimo, Vivendi ha chiesto a un giudice di esprimersi a riguardo. D’altro canto, Mediaset ha sempre ritenuto di poter negare l’esercizio del diritto di voto, sia a Vivendi che alla fiduciaria, in quanto l’acquisto della partecipazione è stato ostile e illegittimo, avendo violato le regole del Tusmar e gli impegni che il gruppo francese si era assunto con il contratto stipulato l’8 aprile 2016 che prevedeva la cessione di Mediaset Premium.