Milano, 9 ago. (AdnKronos) – La tempistica della crisi di governo voluta dal vicepremier Matteo Salvini “è dovuta al fatto che la Lega non vuole intestarsi la manovra finanziaria da una posizione di governo. Non ci sarebbe stato lo spazio per evitare l’aumento dell’Iva mantenendo al tempo stesso le promesse fatte sulla flat tax. Salvini si è sfilato sperando che un governo temporaneo metterà in piedi una manovra di esercizio provvisorio”, che comprenderà l’aumento dell’Iva. E’ quanto afferma Carlo Altomonte, docente di Economia dell’integrazione europea all’Università Bocconi di Milano, contattato dall’Adnkronos.
“Tanto più che l’aumento dell’Iva porterà a un aumento dell’inflazione e alla conseguente stabilizzazione del rapporto debito/Pil”. Quindi, spiega l’economista, “fondamentalmente è meglio così”. Salvini “evita di confrontarsi con i problemi e di risolverli, come già fatto con l’immigrazione, non rispondendo all’invito dei Paesi europei di riformare il regolamento di Dublino”. E anche la crisi di governo, continua Altomonte, “è un’operazione mirata a tenere alto il consenso e a evitare di risolvere il problema. Tanto poi con le prossime elezioni si vedranno i nuovi rapporti di forza”.
Anche un altro nodo con l’Unione europea potrebbe ora sciogliersi più facilmente. “La scelta del commissario europeo non spetterà più a Salvini a questo punto. Tanto il Parlamento europeo difficilmente avrebbe approvato un nome della Lega. Sarà il prossimo governo a indicare un nome, e, se i tempi lo permetteranno, potrebbe essere lo stesso premier Conte a essere candidato per il posto di commissario”, conclude Altomonte.