Lucano: appello di Cuffaro, ‘Fate vedere il padre a ex sindaco Riace, io soffro ancora’ (2)

(AdnKronos) – “Ci sono cose che non davvero non si capiscono – dice ancora Cuffaro in una intervista all’Adnkronos – e che devono fare riflettere le persone. E’ una cosa molto triste e molto dolorosa, e lo dico per esperienza personale. Dico che lascia il segno nell’animo per tutta la vita. Un segno di sofferenza e forse anche di rimorso. Penso che un paese di grandi diritti civili come il nostro queste cose non le dovrebbe fare”. E aggiunge: “Non dovrebbe succedere a nessuno, nessuno di quelli che stanno scontando una pena e ancora meno a chi non ha ancora subito neppure una condanna. E’ una vicenda tutta da riflettere. Lucano non è un pericoloso mafioso o un criminale, potrebbe anche essere assolto. E in quel caso chi lo ripaga di tutto questo?…”.
Nel 2014 Salvatore Cuffaro, quando era ancora detenuto, non ebbe il permesso del giudice di sorveglianza per vedere l’anziana madre, che oggi ha 96 anni. La donna soffre di demenza senile. E quella volta il magistrato di sorveglianza Valeria Tomassini ricordò il carattere di eccezionalità del permesso richiesto da Cuffaro, elencando le patologie della madre del detenuto certificate dalla Asl, tra cui la demenza senile, e sottolineò che la signora non era moribonda. Non solo. “Il deterioramento cognitivo evidenziato svuota senz’altro di significato il richiesto colloquio poiché sarebbe comunque pregiudicato un soddisfacente momento di condivisione”. In altre parole, inutile andare perché la donna soffriva di demenza senile.

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