(AdnKronos) – Insomma per l’ex parroco di Lampedusa “non c’è un prima gli italiani e dopo gli altri. Occorre riuscire a conciliare e dare attenzione alle diverse situazioni di fragilità. Bisogna ragionare a 360 gradi e cercare risposte che diano sollievo all’una e all’altra situazioni. Risposte diverse nel tempo a seconda dei mutamenti che investono il nostro presente”. Perché oggi invocare l’emergenza immigrazione è impossibile davanti ai “numeri irrisori rispetto al passato”.
L’appello, allora va fatto all’Europa. “La risposta al fenomeno migratorio non può essere lasciata al singolo Stato – avverte -. E’ arrivato il momento di aprire un confronto serio e maturo ricordando che non è solo una questione politica, perché quelli che lasciamo in mezzo al mare sono nostri fratelli, sono esseri umani, non numeri di una statistica”.
La critica nei confronti della Comunità europea è dura. “Oggi l’Europa non esiste, è un’unione solo economica e i singoli Stati dimostrano un’insopportabile ipocrisia. Ognuno dice ‘bisogna accogliere’, salvo poi scoprire che a farlo devono essere gli altri”. Uno scaricabarile a cui non si può più assistere secondo don Stefano. “E’ un fenomeno globale e tutti siamo chiamati a risponderne”, conclude.