Due palermitani al Mongol Rally, 11 mila km in 25 giorni

Palermo, 24 ago. (AdnKronos) – (di Elvira Terranova) – “Non potremo mai dimenticare gli occhi di quei bambini che vivono nel nulla e con poco o niente, i loro sorrisi, la loro generosità”. Marco non riesce a nascondere la sua emozione quando torna indietro di pochi giorni e ricorda gli oltre undicimila km percorsi, con Giulio, in poco più di tre settimane a bordo di una scassatissima Seat Ibiza dell’89, percorrendo altipiani, percorsi sterrati, strade inesistenti, deserti, steppe, in mezza Asia. Senza incontrare anima viva per giornate intere. Un’avventura chiamata Mongol Rally, gara non competitiva a scopo di beneficenza, che quest’anno ha visto la partecipazione di un gruppo di giovani palermitani, Marco Miceli, Giulio Ferraro e l’amico d’infanzia Tommaso Mazzara che coordinava da remoto il team ‘Unni City’, gioco di parole tra l’inglese e il palermitano che tradotto vuol dire ‘Dove siete’.
A ogni team viene chiesto di raccogliere un minimo di 500 dollari per l’organizzazione Cool Earth, ONG internazionale con sede nel Regno Unito che protegge la foresta pluviale in via di estinzione al fine di combattere il riscaldamento globale, proteggere gli ecosistemi e fornire lavoro alle popolazioni locali. Qualsiasi altra cifra raccolta potrà essere devoluta ad altre onlus registrate. Tre settimane difficili, con disavventure che hanno rischiato di bloccare il team palermitano, e alla fine un problema all’auto non risolvibile, ha costretto Marco e Giulio a mollare prima del previsto e lasciare la macchina per ripartire per l’Italia.
Un progetto nato per caso, un anno fa, quando Marco, che fa il manager in un’azienda che si occupa di innovazione tecnologica, Giulio, che fa l’operaio Michelin, e Tommy, che si occupa di comunicazione per Moltivolti, decidono di tentare questa folle avventura. “Abbiamo cominciato a definire il progetto l’estate scorsa – racconta Marco Miceli – L’idea iniziale era quella di fare una vacanza alternativa, che però abbia un significato importante. E’ stato un anno molto intenso, per la preparazione del viaggio, prepararsi per questa avventura non è stato facile”.