(AdnKronos) – In questa questione c’è anche una dimensione economica del problema delle tensioni commerciali tra gli Usa e la Cina. “Gli Stati Uniti – sottolinea Lamy – hanno un importante deficit commerciale nei confronti della Cina. Quello che Donald Trump considera a torto un problema. Pensa che gli Stati Uniti siano stati derubati. E’ assurdo, completamente idiota e non ha alcun senso. Vede il commercio estero come un business ‘win-lose’ o ‘lose-win’. L’idea del ‘win-win’ non lo sfiora neanche e non lo capisce. A livello di teoria economica è assurdo”. E’ chiaro, rileva ancora l’ex direttore generale del Wto, “che non è inesatto che non ci sia un problema cinese, ad esempio, dal punto di vista delle sovvenzioni al settore statale che rappresenta il 30% dell’economia cinese”.
Ed è altrettanto evidente per Lamy che debbano essere riviste le regole commerciali. “E’ chiaro – sottolinea – che c’è qualcosa di assurdo nelle condizioni delle regole commerciali che andrebbero riviste. La Cina è entrata nel Wto molto tempo fa, quando era ancora una paese in via si sviluppo. Le regole all’interno del Wto legate alle sovvenzioni statali sono molto limitate, sulla produzione sono mediocri. Insomma le regole da anni non sono state migliorate, anche perché il Doha round non si è concluso. Le modifiche a queste regole ne facevano parte. E ricordiamoci che il Doha Round non si è concluso per le reticenze Usa sui temi legati all’agricoltura”.
E poi quindi c’è la dimensione psicologica del problema che è rappresentato dal metodo con cui Trump intende affrontare i negoziati. Queste tre dimensioni, rileva Lamy, “fanno sì che la situazione attuale sia particolarmente incerta, in particolare se si aggiunge il calo della crescita economica in Germania e il Brexit. Trump ha fatto svanire un punto e mezzo di crescita. Questa situazione crea incertezza che quindi provoca instabilità sui mercati e crea problemi alle imprese. Da questa situazione ci sono effetti depressivi su investimenti e crescita”.