Chris Froome ha raccontato quanto accaduto dopo la terribile caduta che, durante il Giro del Delfinato, ha rischiato di costargli la carriera: il racconto del ciclista è da brividi

Procede in maniera positiva, ma comprensibilmente a passo lento, la lunga riabilitazione che permetterà a Chris Froome di tornare in sella alla sua bici. L’incredibile incidente del quale è stato vittima al Giro del Delfinato ha rischiato di costargli la carriera.

In una recente intervista riportata dalla ‘Rosea’, il ciclista del Team Ineos ha raccontato quanto accaduto nei momenti successivi all’incidente, nei quali non sapeva se sarebbe mai più tornato a correre: “mi ricordo che ero a terra e i primi soccorritori, il mio allenatore Tim Kerrison, il meccanico Gary e il direttore sportivo Servais Knaven erano tutti nella macchina dietro di me. La mia prima domanda fu se potevo alzarmi e rimettermi in sella. Mi hanno risposto subito che non sarei andato da nessuna parte. Dovevo solo restare fermo a terra e non avrei proseguito la corsa. Poi ho chiesto se sarei stato in grado di correre il Tour de France ma mi hanno subito detto di togliermelo dalla testa. Pur senza prognosi la gamba sembrava rotta e anche il braccio non stava benissimo. Sono stati i primi momenti durissimi in cui ho capito che non avrei partecipato al Tour de France. Dopo l’operazione potevo a malapena respirare. Ho avuto paura il giorno dopo dell’operazione a vedere come stessi male sul lettino. 24 ore prima speravo di vincere il Delfinato e ora mi trovavo al polo opposto. Ho faticato ad accettarlo, dovevo sapere se questa sera la fine della mia carriera e se potevo almeno contemplare l’idea di tornare a pedalare”.