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Sarebbe bastato un pizzico in più di accortezza per evitare la tragedia, riducendo il percorso della tappa odierna per via delle piogge torrenziali abbattutesi sulla Polonia

Una giornata tremenda per l’intero mondo del ciclismo, costretto a piangere la scomparsa di Bjorg Lambrecht, deceduto nella serata di oggi in ospedale dopo una caduta avvenuta al Giro di Polonia.

Una tragedia che si sarebbe potuta evitare, se solo gli organizzatori della corsa polacca non avessero preso sotto gamba le avverse condizioni atmosferiche scatenatesi sul percorso della terza tappa. Il violento nubifragio e le piogge torrenziali abbattutesi sui primi chilometri della frazione odierna hanno reso quasi impraticabile il manto stradale, determinando la tremenda caduta che ha tolto la vita a Lambrecht. Il 22enne è caduto infatti in un fosso dopo aver perso il controllo della sua bici, scivolata sull’asfalto reso viscido dalla pioggia. Condizioni al limite, che avrebbero dovuto spingere gli organizzatori a ridurre la tappa, come avvenuto quest’anno sia al Giro d’Italia che al Tour de France. Il rischio slavina ha spinto la direzione della Corsa Rosa a modificare il percorso della tappa numero 16, mentre la neve ha costretto gli organizzatori della Grande Boucle a neutralizzare la 19ª frazione e ad accorciare la ventesima, vinta poi da Vincenzo Nibali. Precauzioni che al Giro di Polonia nessuno si è sentito di prendere, arrivando così alla morte del povero Bjorg Lambrecht che, con un pizzico di accortezza in più, a quest’ora sarebbe ancora insieme a noi.

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