LaPresse/Reuters

Carmelo Anthony fa chiarezza sulla sua attuale situazione: niente ritiro, ma contatti con Lakers e Clippers. L’ex Knicks rivela anche un clamoroso retroscena sul suo addio ai Rockets

Carmelo Anthony è uno dei giocatori più discussi degli ultimi giorni, anche se in NBA non mette piede da quasi un anno. L’ex stella dei Knicks ha vissuto una stagione 2018-2019 da dimenticare: scaricato dai Thunder, acquistato e poi tagliato dai Rockets e senza un’offerta valida da alcuna franchigia della lega, nè durante la stagione, nè durante l’attuale free agency.

AFP/LaPresse

I rumor sul suo possibile ritiro si sono susseguiti a grande velocità. Lo stesso Carmelo Anthony è intervenuto ai microfoni di ESPN a fare chiarezza. Per prima cosa, il ritiro non è contemplato ma anzi, resta viva l’ipotesi di riunirsi con LeBron James ai Los Angeles Lakers: “certo che vorremmo giocare assieme. Parliamo di questa cosa da quando abbiamo 18 o 19 anni. In questa free agency ho avuto contatti sia con i Lakers che con i Clippers. Il mio obiettivo è tornare nella Lega. Con LeBron e Wade l’obiettivo era di giocare tutti e 3 assieme! Ma non sapevamo bene che cosa potesse succedere. LBJ e Wade mi consigliarono di accettare un contratto di 3 anni, ma io fui immaturo, non capivo ancora il business e non volevo lasciare tutti quei soldi sul tavolo. Purtroppo così persi l’opportunità. Vedere LeBron e D-Wade vincere titoli e giocare finali, cosa mai raggiunte da me, mi ha fatto male, come agonista. Ma io non mi sono mai ritrovato con squadre così forti e competitive”.

LaPresse/Reuters

Carmelo Anthony ha parlato successivamente del burrascoso ed inaspettato addio ai Rockets: “erano 3 o 4 anni che Houston mi voleva. Per questo sono rimasto sorpreso, perché dopo sole 10 partite Daryl Morey (gm dei Rockets, ndr.) è venuto da me e mi ha detto che le cose non funzionavano. Eravamo in trasferta a San Antonio, per incontrare gli Spurs così gli risposi che potevamo fare qualcosa già dalla sera successiva, perché avevo una partita da giocare. Lui mi rispose che non avevo nessuna partita. Ero fuori dai piani, licenziato. Davvero non potevo far parte delle rotazioni di quella squadra?! No, c’era qualcosa che andava oltre il basket. Ho scoperto così di essere in periodo di prova. Chiamai Chris Paul e misi la nostra amicizia a rischio, chiedendogli se ne sapeva qualcosa. Ma anche lui ne era all’oscuro…”.

Ed infine una precisazione sul ritiro: “farewell tour come Wade? Non è mia intenzione, non ho mai parlato di questo. Contro di me sono state dette molte cose, sul mio carattere, l’egoismo etc… Una narrazione che non ha aiutato la mia carriera. In realtà voglio giocare perché so di poter ancora dire la mia. Mi alleno tutti i giorni, lavoro duro. Amo troppo questo gioco per stargli lontano, anche se mi sento che il gioco mi ha rifiutato”.

SCARICA L’APP DI SPORTFAIR PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NOTIZIE: 

>> Per iOS

>> Per Android