(AdnKronos) – Il Piano Strategico 2019-2023, si sottolinea, riduce dunque strutturalmente il profilo di rischio del gruppo, rivede integralmente il modello di business di Carige al fine di assicurarne la sostenibilità in ottica stand alone e consente la generazione di una soddisfacente remunerazione del capitale. Al tempo stesso rappresenta la base sulla quale poter sommare i benefici addizionali derivanti da una possibile business combination.
Nel piano strategico è valorizzata un’operazione di rafforzamento patrimoniale prevista per dicembre 2019 finalizzata a compensare gli impatti sul capitale regolamentare derivanti dalla radicale operazione di derisking prevista per fine anno, attraverso la cessione di un portafoglio crediti deteriorati per un importo lordo pari a circa 3 mld, che porterà il gruppo a concludere il 2019 con un livello di Npe ratio lordo pari al 2,8%, collocandolo tra i best performer nazionali in termini di qualità dell’attivo; l’impatto one-off per costi di ristrutturazione nel 2019 pari ad 123 mln di euro che permetterà, insieme alle altre iniziative del Piano Strategico, di ottenere una riduzione dei costi ricorrenti nell’orizzonte quinquennale di Piano pari al 29,1% (tasso di variazione annua composta pari a -6,6%).
L’operazione è strutturata, quindi, attraverso un aumento di capitale per 700 mln, di cui circa 313 mln derivante dalla conversione del prestito subordinato Tier 2 sottoscritto dallo Svi a novembre 2018; l’emissione di un prestito subordinato Tier 2 per 200 mln di durata decennale e tasso fisso lordo pari all’8,25% avente caratteristiche idonee per essere computato all’interno del Patrimonio di vigilanza.