Venezia, 25 lug. (AdnKronos) – “Il sistema Modulo sperimentale elettromeccanico è fondamentale per la salvaguardia di Venezia. Un sistema che non va limitato all’idea delle dighe mobili, bensì ad una pluralità di interventi che hanno garantito una manutenzione diffusa dell’ambito lagunare”. Lo ha sottolineato l”assessore comunale Renato Boraso, intervenuto questa mattina al convegno ‘Verso l’ultimazione del Mose, gli scenari futuri per la salvaguardia di Venezia”, che si è svolto nella sala conferenze del Consorzio Venezia Nuova all’Arsenale di Venezia.
L’assessore ha poi sottolineato l’importanza e l’urgenza di completare l’opera per arrivare al suo collaudo definitivo: “Ad oggi – ha ricordato Boraso – il piano delle barriere mobili è circa al 94% di avanzamento. Lo scorso 29 ottobre, quando si è registrata l’acqua alta eccezionale di 156 centimetri, forse avremmo già potuto utilizzarlo, per evitare che 600 ettari della città antica finissero sotto acqua. Ecco perché il messaggio che viene dalla Città è di fare presto, perché è un’opera essenziale per la salvaguardia. Un’opera di altissima ingegneria, visionaria sotto alcuni aspetti, che dovremmo avere il coraggio di valorizzare. E’ opportuno pensare fin d’ora a costruire la nuova struttura istituzionale, amministrativa e gestionale, che dovrà organizzare l’affidamento e il controllo di lavori e di servizi afferenti la manutenzione dell’opera, ma anche, e soprattutto, la gestione dell’operatività delle dighe mobili”.
L’assessore ha poi proseguito auspicando la significativa partecipazione degli enti territoriali nella gestione del sistema, “tra i quali, inderogabilmente, la Città Metropolitana di Venezia, in ragione delle competenze in materia di salvaguardia e di risanamento della città di Venezia e dell’ambiente lagunare, e il Comune di Venezia, anche in ragione delle funzioni svolte e competenze acquisite con il proprio Centro previsioni e segnalazione maree, vera e propria eccellenza riconosciuta a livello scientifico internazionale”.