Venezia, 17 lug. (AdnKronos) – Veneto: in dieci anni il tasso di disoccupazione è cresciuto del 3%, quella giovanile sfiora addirittura il +10% rispetto al 2008, a fronte di un aumento (anche se timido) della popolazione. Impercettibile la crescita dei consumi, mentre il saldo della nati-mortalità delle imprese rimane negativo. A stemperare gli effetti di un decennio di crisi è il terziario, che copre quasi il 63% della totalità degli occupati, con le piccole e medie imprese legate soprattutto al turismo e ai servizi, e con la provincia di Venezia che supera la media nazionale di occupati in questi settori (70,6% contro il 70,1%).
è il quadro tratteggiato dall’Ufficio studi di Confcommercio nel Rapporto sulle Economie territoriali presentato oggi a Roma nella sede nazionale della Confederazione. Una situazione meno drammatica per la nostra regione, e per il Nordest in generale, rispetto a quelle del centro e del Sud. Ad attenuarne i contorni è il seppur lieve aumento demografico dovuto a una maggiore presenza di immigrati nelle regioni del Nord rispetto a quelle meridionali.
Il nodo è la crescita, come conferma il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon: ‘Se è vero che la situazione attuale di alcune regioni è peggiore della nostra, lo è anche il fatto che il Veneto ha pagato in tutti questi anni un trauma più forte: il divario tra un punto di partenza più alto e una discesa marcata, con la chiusura di moltissime attività (con gli episodi tragici che ben tutti conosciamo) e la conseguente perdita di innumerevoli posti di lavoro – spiega Zanon ‘ Per tornare a crescere bisogna sviluppare gli investimenti e innovare. Va anche disegnato un percorso credibile di riduzione del rapporto debito Pil, ed è prioritario disinnescare le clausole Iva da 23 miliardi di euro nella costruzione della prossima Finanziaria. è chiaro che in questo scenario il carico fiscale non deve aumentare”.

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