(AdnKronos) – Le richieste di Sunia, Cgil e Spi: “Chiediamo alla Regione di affrontare e superare le criticità del calcolo, veramente complesso, del canone, introducendo, per esempio, delle franchigie sulle piccole somme di reddito derivate da piccoli risparmi o dalla riscossione del TFR e, invece, l’abbattimento nel caso di presenza di situazioni di disabilità in famiglia”.
“Sono necessari poi degli ‘ammortizzatori” che riducano il reddito Isee-Erp per non incorrere nella decadenza. Deve essere data indicazione alle Ater di non intervenire rigidamente nei confronti degli assegnatari e che vengano dilatati i termini di pagamento dei canoni in attesa di chiarire e modificare le criticità del calcolo. Chiediamo che la Giunta Regionale del Veneto metta risorse nel Fondo di solidarietà e che avvii al più presto la costituzione dell’Osservatorio regionale sulla casa”, avvertono.
‘Il patrimonio abitativo pubblico va salvaguardato e aumentato perché è il frutto dei contributi dei lavoratori e delle lavoratrici di questo Paese ‘ sottolineano i sindacati – e va data adeguata risposta abitativa ai giovani, alle giovani coppie, alle persone in difficoltà. Non possiamo permettere che il patrimonio pubblico venga dismesso abbandonando i più deboli al mercato. Le nostre sedi, del Sunia, della Cgil, dello Spi Cgil, sono prese d’assalto da un grande numero di persone impaurite, preoccupate per il loro futuro”.