peter sagan
AFP/LaPresse

Il corridore della Bora si è lamentato per il troppo caldo patito in gara, chiedendo aiuto al sindacato presieduto da Bugno

Il caldo opprimente che sta attanagliando la Francia lo avvertono anche i corridori del Tour de France, alcuni poco abituati a queste temperature.

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Nella sedicesima tappa sono stati 40 i gradi avvertiti dai computerini delle biciclette, quasi sessanta quelli dell’asfalto invece, che hanno obbligato i ciclisti ad un dispendio pazzesco di energie. Peter Sagan ha così deciso di alzare la voce, puntando il dito in zona mista contro il sindacato: “ci saranno stati 85 gradi, se farà così caldo anche nelle tappe di montagna, il Cpa (sindacato mondiale corridori presieduto da Gianni Bugno, ndr) dovrebbe fare qualcosa per proteggerci. Per questo lo paghiamo, altrimenti perché pagarlo se non lo fanno?“. Una situazione davvero complicata da gestire, come hanno dimostrato le 130 borracce utilizzate in casa Bahrain-Merida: “almeno il doppio, se non il triplo, rispetto a una tappa normale” le parole di Damiano Caruso. Sorprendenti anche le dichiarazioni di Nicolas Portal, il primo direttore sportivo di Ineos: “dopo 90 km ci siamo ritrovati in entrambi le macchine senza borracce. Dopo 40, ne avevamo già distribuiti almeno 4 set. Decisione giusta da parte dei commissari aprire il rifornimento dopo 10 chilometri“.