Roma, 31 lug. (AdnKronos) (di Sergio Amici) – La vicenda che sta animando il confronto politico al Senato relativamente al seggio attribuito al Movimento 5 stelle in Sicilia ma non assegnato per mancanza di candidati e che secondo la decisione della Giunta per le Elezioni dovrebbe essere coperto con un candidato non eletto in un’altra circoscrizione, richiama un precedente, altrettanto dibattuto, della quattordicesima legislatura (2001-2006), che però riguardò la Camera.
All’indomani delle consultazioni elettorali del 13 maggio, Forza Italia si ritrovò infatti con undici seggi vacanti e quindi con undici deputati in meno. Colpa delle cosidette ‘liste civetta’, un espediente al quale avevano fatto ricorso sia la Casa delle libertà che l’Ulivo, per evitare di essere penalizzati dal cosiddetto scorporo, in base al quale i voti ottenuti dal vincitore nell’uninominale venivano sottratti alla lista a cui era collegato nel proporzionale, a patto però che avesse superato la soglia del quattro per cento.
Per aggirare il meccanismo, i candidati vennero perciò collegati a liste destinate a non raggiungere lo sbarramento, ad esempio nel caso di Forza Italia ad un raggruppamento denominato ‘Abolizione scorporo’. Così all’indomani del voto, il movimento azzurro si ritrovò senza candidati per coprire i posti assegnatigli nel proporzionale.