Palermo, 27 lug. (AdnKronos) – La Polizia di Stato di Ragusa ha arrestato tre donne per maltrattamenti ai danni di anziani, ospiti di una casa di riposo di Ragusa. La Procura della Repubblica di Ragusa, analizzate le “gratuite e inaudite violenze verbali e fisiche ai danni degli anziani”, ha richiesto ed ottenuto la misura cautelare nei confronti delle indagate. La Squadra Mobile, grazie ad una segnalazione, ha installato più telecamere e microspie per registrare le violenze fisiche e psicologiche ai danni dei poveri anziani. Gli ospiti chiedevano aiuto per ore prima di ricevere assistenza. Soprusi e dispetti per umiliare gli ospiti della casa di riposo. Le manette sono scattate nei confronti di L.D., 41 anni, M.A.R. 63 anni e F.D. 31 anni. Qualche mese fa era pervenuta alla Polizia di Stato una segnalazione dal grande senso civico, “in quanto erano stati notati dei comportamenti non corrispondenti all’obbligo di assistenza a favore di anziani all’interno di una casa di riposo; sentivano urlare nei confronti di alcuni malati, quindi si sono recati presso gli uffici della Squadra Mobile trovando immediatamente chi li ascoltava”.
Gli elementi iniziali erano pochi ma sufficienti a far partire l’indagine della Sezione Reati Contro la Persona della Squadra Mobile. Mesi di appostamenti, controlli, attività di osservazione, hanno permesso di raccogliere “inequivocabili fonti di prova a carico di tre assistenti sanitarie”. Le donne, senza alcun motivo, “deridevano gli anziani, li spintonavano, insultavano, umiliavano quotidianamente. Chi più e chi meno, anziché prendersi cura di soggetti vulnerabili facevano esattamente il contrario – dicono gli inquirenti – Gli investigatori della Squadra Mobile hanno faticato ad ascoltare le richieste di aiuto e di assistenza da parte degli anziani. In più occasioni chiedevano aiuto per tutta la notte senza ricevere assistenza. Una donna anziana malata di alzheimer voleva solo andare in bagno e per tutta risposta l’indomani mattina veniva insultata per aver disturbato il sonno di chi doveva assisterle; due delle indagate, commentando tra loro la notte appena trascorsa auguravano la morte della donna perché dava fastidio”.
Non appena il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la restrizione della libertà personale, le donne e gli uomini della Squadra Mobile sono andati a casa delle indagate e poi sul luogo di lavoro.