Le prime parole di Anthony Davis da giocatore dei Lakers: dallo scambio scoperto su Instagram al mancato arrivo di Kawhi Leonard

anthony davis LaPresse/Reuters

Le prime parole di Anthony Davis da giocatore dei Los Angeles Lakers: il ‘Monociglio’ ha spiegato in che modo è venuto a sapere della trade, il motivo della scelta del numero 3 e il suo punto di vista sul mancato arrivo di Kawhi Leonard

Ha scoperto la trade via Instagram, è stato deluso dal non aver potuto scegliere la maglia numero 23 e giudica i Lakers il roster migliore della lega (nel quale farà l’ala grande!) anche senza l’arrivo di Kawhi Leonard. Questi i punti principali toccati da Anthony Davis nella sua prima conferenza stampa da nuovo giocatore dei Los Angeles Lakers.

Il ‘Monociglio’ più famoso dell’NBA ha dichiarato: “ero nella mia camera dell’hotel e mi stavo rilassando guardando un film. Poi ho visto che il mio agente, Rich Paul, stava cercando di chiamarmi, ma dato che non mi piace essere disturbato durante un film, ho preferito far partire la segreteria telefonica. Successivamente ha riprovato a chiamarmi un’altra volta, ho nuovamente rifiutato la chiamata ma a quel punto ho iniziato a insospettirmi. Ho tentato di richiamarlo io, ma stavolta il suo cellulare era occupato. A quel punto, essendo un ragazzo di 26 anni, ho fatto quello che fanno spesso quelli della mia età: sono andato direttamente su Instagram. Lì ho scoperto dello scambio. Poi Rich Paul mi ha richiamato e finalmente mi ha spiegato tutto.

Squadra più forte? Scelgo decisamente il nostro roster contro quello di chiunque altro. In una serie al meglio delle sette, penso che avremmo la meglio noi.

Kawhi Leonard? Ovviamente quando esiste la possibilità di arrivare a un giocatore come Kawhi devi fare quasi qualsiasi cosa in tuo potere per ingaggiarlo. Alla fine non siamo riusciti a spuntarla, ma era comunque mio interesse fare qualsiasi cosa per aiutare la squadra. Quei 4 milioni che ho rifiutato sono serviti per offrire più soldi a un altro free agent che noi Lakers volevamo, perciò era la cosa giusta da fare. Penso che in generale sia stato fatto un grande lavoro nel costruire questa squadra.

Ruolo? Personalmente mi piace giocare da ala grande, non ho intenzione neanche di nasconderlo. Non mi piace fare il centro, ma se il coach ha bisogno che io giochi lì, allora mi metto a disposizione della squadra senza problemi. In ogni caso, nel corso degli anni il gioco è diventato talmente fluido a livello di posizioni che in realtà non sono più cosi dogmatici i ruoli, basta mettere cinque giocatori in campo e giocare.

Numero di maglia? Non riuscire a vestire il 23 mi ha fatto un po’ malePer decidere il nuovo numero sono andato su NBA 2K e ho visto come mi stavano i vari numeri sul mio corrispettivo nel gioco. Alla fine ho scelto il 3 perché è il primo numero che ho indossato quando giocavo alle elementari.

Futuro? Onestamente sono concentrato solo su questa stagione. Da quando sono stato scambiato qui, il mio unico obiettivo è riportare il titolo a Los Angeles. Quando il prossimo anno sarà il momento di pensarci, potrete richiedermi quale sarà il mio futuro e lo valuterò. In questo momento la mia concentrazione va solo su quest’anno e su come aiutare questa squadra a conquistare titolo“.

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About Mirko Spadaro (16921 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


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