(AdnKronos) – “Il 26 luglio la Sicilia che alza la testa, scenderà nuovamente in piazza per dire no al ponte, allo spreco di risorse economiche e alla devastazione ambientale – afferma Domiziana Giorgianni della Rete No Ponte – Scenderà in piazza per affermare il diritto all’autodeterminazione e la necessità di un nuovo modello di sviluppo che veda al centro gli abitanti e le loro reali necessità”.
“I lavori per la realizzazione non sono nemmeno iniziati e già sono stati spesi 312 milioni di euro, certificati nei bilanci della società Stretto di Messina s.p.a. – aggiunge – Soldi che potevano esser investiti piuttosto che sprecati. Soldi che potevano essere, per l’appunto, utilizzati per migliorare la qualità della vita nei territori direttamente interessati dall’opera ma in generale nei territori dell’isola intera che è, dati alla mano, sempre più devastata e abbandonata”.