Nuoto, Benedetta Pilato non si esalta: “la rana è un po’ pazza come me. Federica Pellegrini? Ammetto solo un paragone…”

Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

La baby star della Nazionale italiana di nuoto ha parlato dopo il suo ritorno in Italia, raccontando le emozioni dell’argento iridato nei 50 rana

Sono bastati 50 metri per cambiarle la vita, trenta secondi per passare dall’anonimato alle prime pagine dei giornali. Benedetta Pilato è la nuova baby star del nuoto italiano, grazie all’argento ottenuto nei 50 rana ai Mondiali di Gwangju. 

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

L’azzurra ha ottenuto questo splendido risultato a soli 14 anni, battendo avversarie pluridecorate come la Efimova e la connazionale Carraro. Interrogata dalla ‘Stampa’ al suo ritorno in Italia, Benedetta Pilato ha ammesso: “la rana è strana, dicono che sia un po’ pazza e quindi è adatta a me, speriamo di non sparire ma non me ne preoccupo, colgo l’attimo. Quando ho iniziato, a 5 anni, mia madre prima mi ha portato a una lezione di danza. Non ero proprio io lì, in acqua sento una forza speciale. Lo sport? Non tifo, non guardo niente in tv, non conosco il nome dei campioni… lo sport è l’argento che ho nello zaino. Le Olimpiadi sono un sogno, ma faccio i 50 rana e non ci sono. Lavorerò sui 100 e se non dovessi fare il salto di qualità che serve in tempo per Tokyo vorrà dire che i miei giochi saranno i prossimi. Il mio allenatore non era in Corea ma mi ha seguito lo stesso minuto per minuto. Mi ha detto che l’ho reso orgoglioso e che si è emozionato. Sento i brividi ogni volta che rivedo o ripenso a questi 50 metri magici”.

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Nessun paragone con Federica Pellegrini, se non quello relativo alla precocità: “solo questo è il paragone che ammetto con Fede. Abbiamo tifato insieme in Corea, è stato bello. L’immagine che mi porto a casa non è il mio podio, è la tribuna con la squadra il giorno degli ori di Fede e Greg. Vorrei avere la loro stessa tranquillità. Fede ha detto che era tesissima prima dei 200 stile libero, ma non se ne è accorto nessuno. Io tesa? Un po’, non molto. Ma avevo paura di sbagliare e un sacco di pensieri per la testa. I miei compagni di classe mi hanno scritto: ‘Si parla solo di te’. Non voglio che cambi nulla, sono senza pressione e senza ansie: solare“.

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About Ernesto Branca (29592 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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