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LaPresse/Reuters

Kawhi Leonard e Paul George entusiasti di giocare ai Clippers: e dalla conferenza stampa di presentazione si infiamma già la rivalità con i Lakers

Grande entusiasmo in casa Los Angeles Clippers. Gli arrivi di Kawhi Leonard e Paul George hanno scaldato l’ambiente che, dopo diversi anni a buon livello ma senza mai riuscire a capitalizzare le proprie chance ai Playoff, guarda alla postseason non solo con grande fiducia, ma anche con la possibilità di puntare al primo titolo della storia della franchigia.

Entusiasmo che si è respirato a pieni polmoni nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi arrivi. Paul George è stato il primo a parlare, glissando sui Lakers e concentrandosi sulla voglia di giocare in coppia con ‘Kawow’ e puntare a grandi traguardi: “sono felice ed eccitato per essere tornato a casa. Quando Indiana chiamò Leonard al Draft ero preoccupato della concorrenza. Non successe poi, allora, ma era destino che giocassimo assieme. Qui a Los Angeles faremo succedere grandi cose. Sono cresciuto da tifoso dei Clippers, anche se era Kobe (Bryant) il mio idolo. Sono pronto a mettere il mio ego al servizio di qualcosa di speciale. Coach Rivers tira fuori il meglio dai giocatori. Il potere delle stelle Nba che scelgono dove giocare a prescindere dai contratti? Con OKC, che ringrazio, abbiamo fatto una scelta condivisa, cercato l’interesse comune. I Lakers? Ognuno ha la propria identità. Abbiamo cose più importanti da fare che pensare alla rivalità cittadina”.

Kawhi Leonard, pur mantenendo un profilo basso, non ha nascosto il suo pensiero riguardante la rivalità con i Lakers: “non ho un account sui social media, per cui finora non ho detto nulla. Ma abbiamo un grande futuro. Ho sempre voluto giocare con George. Possiamo fare la storia qui. Abbiamo qualcosa di speciale davanti. Sono eccitato, pronto a giocare di fronte ad amici e parenti. Rivers è allenatore vincente, i dirigenti sono stati trasparenti: possiamo fare la storia, in assoluto e di franchigia. Qualcosa di unico. Non cerco attenzioni, m’interessa vincere di squadra. Come a Toronto, dove ho appena partecipato alla parade piu bella di sempre, ringrazio i Raptors di tutto. Perché non volevo che ci fosse una fuga di notizia sul mio futuro? Nessuno ha anticipato nulla, dal fronte Clippers: sinonimo di credibilità, hanno dimostrato che potevo fidarmi. L’ombra dei Lakers? Negli ultimi anni i Clippers sono stati migliori. Loro hanno l’attenzione dei media. Chissà se vinceremo se i rapporti di forza in termini di copertura cambieranno. Ma io penso a giocare, se vinciamo senza clamori a me va bene comunque. Arrivo da un anno senza problemi fisici: sarò al meglio dall’inizio, poi gestirò le forze come stabiliremo assieme, ma non mi pongo limiti”.

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