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Dwight Howard torna sui suoi passi e si sente in dovere di ringraziare Kobe Bryant dopo le ruggini avute in passato: ‘Superman’ ringrazia l’ex compagno e quello storico ‘soft’

Una delle principali caratteristiche che ha reso Kobe Bryant una leggenda della pallacanestro americana è stata senza dubbio la sua forza mentale. Il numero 24 dei Lakers è passato alla storia per la sua ‘Mamba Mentality‘, un vero e proprio modo di vivere, non solo la pallacanestro, ma la realtà quotidiana. Assenza di paura, spirito competitivo, spingersi verso il limite, non termerlo ma superarlo con lavoro e dedizione.

Un tipo di mentalità che non tutti possono far propria. Nella stagione 2012 Dwight Howard lo scoprì a sue spese. L’allora ‘Superman’ fu il grande colpo dei Lakers, l’erede di Shaquille O’Neal che con Pau Gasol e Kobe Bryant avrebbe formato un trio capace di dominare la lega. L’ex Magic però deluse le attese e in maglia giallo-viola restò appena una stagione. Giusto il tempo di litigare con lo stesso Kobe Bryant che ne criticò l’indole troppo ‘soft‘. All’epoca la frase fece molto scalpore, al punto che fra i due non corse buon sangue per molto tempo.

Viste le due carriere, probabilmente il ‘Black Mamba’ ci aveva visto giusto. Lo ha ammesso acnhe lo stesso Howard che ai microfoni di ESPN ha dichiarato: “a quel tempo credo non avessi idea su quale fosse il suo livello. Pensandoci ora, beh: grazie Kobe, grazie per avermi chiamato ‘soft’, all’epoca non avevo capito“.

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