Costanza Benvenuti - LaPresse

L’ex pilota italiano ha parlato del futuro di Valentino Rossi, commentando le parole di Lin Jarvis sul possibile ritiro del Dottore

Il sasso nello stagno lo ha lanciato per primo Lin Jarvis, ammettendo come la Yamaha sia ormai preparata al ritiro di Valentino Rossi. Una dichiarazione comprensibile ma comunque sorprendente, considerando ciò che il Dottore ha rappresentato per la Casa di Iwata negli ultimi anni.

LaPresse/Andrea D’Errico

Dire basta è un passo complicato da compiere, lo sa bene Giacomo Agostini che rivelato al Corriere della Sera la sua esperienza, rapportandola poi a Valentino: “io ho pianto per due giorni, mi svegliavo di notte, sudato. Mi sognavo di correre ancora, ma dentro di me sapevo di aver compiuto il passo giusto. Come l’ho capito? Quando certi risultati non erano più raggiungibili. Potevo vincere ancora, ma sapevo che qualcosa ormai era cambiato. Per quanto riguarda Valentino non posso dire io quando sarà il momento, lui è ancora capace di ottime prestazioni. Nessuno ha il diritto di dirgli cosa deve fare. Ma nessuno meglio di lui può analizzare la situazione che sta vivendo. Quando lottavo per il secondo o terzo posto e la vittoria sfuggiva, ho capito da solo che stava arrivando il giorno della resa. All’inizio ne risentiremo. È stato così anche per Muhammad Ali, per Maradona, per Eddy Merckx. Tutti loro hanno lasciato un vuoto perché il grande pubblico ama chi dura nel tempo e ogni volta accetta il confronto, sapendo di poterlo vincere ancora. Rossi ha vinto per oltre vent’anni, ma all’estero si parla sempre più di Marquez. Battere i miei record? Sono fatti per essere battuti, scherzando con Valentino una volta gli chiesi di invitarmi all’eventuale festa se ci fosse riuscito. Il destino dei grandi è di essere battuti, prima o poi arriva qualcuno più bravo di te“.

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