Palermo, 15 lug. (AdnKronos) – Il conferimento della cittadinanza onoraria a Carola Rackete di Lampedusa è stata chiesta dal segretario del Pd dell’isola al sindaco Salvatore Martello. “Egregio Signor Sindaco, Sigrnor Presidente del Consiglio Comunale, con la presente formuliamo all’amministrazione e al Consiglio Comunale la richiesta di conferire la cittadinanza onoraria di Lampedusa alla Signora Carola Rackete, Capitana della nave Sea Watch che, obbedendo al diritto internazionale in materia di soccorso in mare, ha messo in salvo nel porto sicuro della nostra isola 42 vite umane”, si legge nella lettera a firma di Peppino Palmeri. “A nostro parere Lampedusa doveva essere il primo comune a concedere un’onorificenza a Carola Rackete, cosa che già hanno fatto comuni come Palermo, Napoli, Parigi e molti altri – dice -Lampedusa è stata, per il mondo intero, l’isola della pace e dell’accoglienza, al punto da essere per due volte candidata al Nobel per la pace e ha ottenuto moltissimi riconoscimenti sia nazionali che internazionali per i meriti della sua comunità nel salvare la vita e nell’accogliere centinaia di migliaia di persone che fuggivano dalle guerre, dalle torture, dalla fame e dalla miseria. Ma, prima di tutto, Lampedusa e i lampedusani sono stati onorati dalla visita del Santo Padre Bergoglio, che ha voluto personalmente ringraziare questa comunità e qui ha pronunciato una delle più importanti omelie sul dovere di accogliere e di combattere la ‘globalizzazione dell’indifferenza” di fronte allo sterminio di vite umane nel Mediterraneo”.
“Proprio a Lampedusa, Arnoldo Mosca Mondadori, editore, ed Amani, l’Ong con sede a Milano, insieme a Koinonia hanno pensato di erigere il monumento ‘Porta d’Europa” ideato da Domenico Paladino, per significare che la nostra isola è stata sin dalla storia più antica, e continua a essere porta aperta d’Europa”. E conclude: “‘Chiudere questa porta vorrebbe dire chiudersi alla storia al futuro”, come ha affermato padre Renato ‘Kizito” Sesana, fondatore di Koinonia”.
Le immagini della notte del 29 giugno scorso hanno fatto il giro del mondo, offuscando gravemente la reputazione della nostra isola: le minacce, le offese personali, gli insulti volgari e sessisti urlati a squarcia gola da quella banchina (da un piccolo gruppo di simpatizzanti della Lega,) e dirette a Carola Rackete e a quanti esprimevano solidarietà e soccorso verso i migranti, compresi i parlamentari presenti a bordo della Sea Watch, non fanno onore alla nostra comunità.
Sinceramente, ci aspettavamo che il primo cittadino riparasse pubblicamente a quanto accaduto, rassicurando l’opinione pubblica e spiegando che quel minuscolo gruppo non è la ver