(AdnKronos) – Occhi puntati anche sui cosiddetti ‘sbarchi fantasma’, che arrivano soprattutto sulle coste agrigentine. “Ci sono organizzazioni tunisine che usano dei grossi pescherecci che fanno da ‘nave madre’ e che conducono le piccole imbarcazioni fino vicino alle coste italiane”, dice. Bocca cucita, invece, sul decreto sicurezza. A una domanda della Commissione, Patronaggio preferisce glissare: “Non è compito mio valutare le politiche migratorie e di contenimento del governo nazionale”.
Ma tiene a sottolineare che “molti migranti, quando vengono recuperati dalla Guardia costiera libica preferiscono ammazzarsi piuttosto che essere riportati in Libia”. Il magistrato ha quindi raccontato alla Commissione presieduta da Claudio Fava, le storie drammatiche di alcune famiglie sbarcate in Italia.
Lasciando la Commissione antimafia, con gli agenti di scorta, Luigi Patronaggio si è limitato solo a dire, parlando delle minacce ricevute, che “In Commissione antimafia sono stati attenti e molto affettuosi riguardo alle minacce che mi sono arrivate di recente”.