(AdnKronos) – Il primo passo per l’equipaggio è stato capire se avevano bisogno di qualcosa. “Ci hanno chiesto dell’acqua da bere e qualcosa per buttare fuori l’acqua che avevano imbarcato”. Poi l’allarme lanciato al comando generale della Capitaneria di porto di Roma. “Mi hanno detto che dovevamo attendere disposizioni da Malta perché eravamo in acqua Sar maltesi – racconta Giarratano – Queste disposizioni però non arrivavano mai. Diciassette ore lanciando l’allarme e nessuno ha risposto”.
I contatti con il comando generale di Roma invece sono costanti. Ogni mezzora il comandante aggiorna il comando sulla situazione e la risposta è sempre la stessa. “Mi dicevano che aspettavano disposizioni da Malta che avrebbe dovuto coordinare i soccorsi, ma per tutte le 18 ore in cui siamo rimasti a fianco del gommone da Malta non ho avuto alcun contatto”. Verso sera una motovedetta della Guardia costiera arriva sul posto del salvataggio e i migranti vengono trasbordati. “Non li avrei mai lasciati lì” sottolinea il comandante.