Palermo, 29 lug. (AdnKronos) – “Quello che fa male non è tanto quello che mi ha fatto Cosa nostra, ma l’attenzione che non ho avuto dalle istituzioni”. E’ la denuncia di Giovanni Paparcuri, l’unico sopravvissuto della strage in cui morì, 36 anni fa il giudice Rocco Chinnici. “Io non ho approfittato del mio status di vittima di mafia – dice l’autista di Chinnici a margine della commemorazione della strage – Anzi, ho sacrificato la mia vita. Ma io non mi sono voluto arrendere. Il segnale che voglio dare ai ragazzi è questo. Anche se avessi lavorato con un pretore che si occupava di furti di bestiame e non di un giudice antimafia, avrei fatto il mio dovere. Io quel giorno ho fatto il mio dovere”. Oggi, durante la cerimonia in via Pipitone Federico, Paprcuri, ha seguito la commemorazione tra le ultime file, non ha voluto mettersi davanti insieme con i familiari delle vittime.