Palermo, 17 lug. (AdnKronos) – “A chi li abbiamo mai appesi i nostri morti? In quale balcone?”. E’ il 23 maggio del 2018, giorno dell’anniversario della strage di Capaci, e nel quartiere Uditore di Palermo i cittadini non hanno esposto il lenzuolo per ricordare il giudice Falcone. La responsabilità viene attribuita alla presenza degli Inzerillo nella zona. Quel giorno, presso l’abitazione di via Castellana, viene intercettata una conversazione tra la moglie di Tommaso Inzerillo, Rosa Crivello, la figlia Antonina, Giuseppina Spatola, sorella di Giuseppe, e Floriana Militello, moglie di Petro Spatola. Le donne, nella circostanza, discutevano di come Giuseppa Inzerillo, Pina della zia Cinella, figlia del defunto Santo Inzerillo, fratello di Francesco il trottatore, si fosse rifiutata di esporre delle lenzuola, come richiestole da un’altra donna del quartiere. In quella circostanza, Giuseppina Spatola esprimeva lapidaria: “a chi li abbiamo mai appesi i nostri morti? In quale balcone?”.
“E’ impossibile che ogni secondo, Inzerillo, Inzerillo, Inzerillo”, dice Antonina Inzerillo”. E continua: “perché dobbiamo mettere, dice, i lenzuoli per il fatto di Falcone e Borsellino, quella Maria, dice: senta, non si secchi, io devo parlare con mio marito”¦ e quella gli ha detto: ma perché, tuo marito cosa ha di contrario?”. “Neanche sa che è vero Inzerillo”.