(AdnKronos) – Le indagini dell’operazione, denominata ‘New connection’, hanno registrato il “forte legame instaurato tra Cosa Nostra palermitana e la criminalità organizzata statunitense, con particolare riferimento alla potente Gambino Crime Family di New York, nonché la forte capacità pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull’economia legale dell’omonimo quartiere, secondo una capillare divisione di ruoli e mansioni: dalla fornitura alimentare all´ingrosso alle classiche estorsioni, passando per la gestione dei giochi e delle scommesse on line”.
A Passo di Rigano avevano ricostituito la loro roccaforte criminale importanti esponenti della famiglia Inzerillo, una storica cellula mafiosa palermitana, decimata negli anni 80 dalla seconda guerra di mafia. Agli esiti delle indagini, è risultato infatti che questi “scappati”, rientrati in Italia nei primi anni duemila, avessero ricostituito le file della “famiglia”, anche grazie al ritrovato equilibrio con la fazione criminale avversa. Nel corso dell’operazione si è altresì proceduto al sequestro preventivo tra beni mobili, immobili e quote societarie, riconducibili agli indagati, di un patrimonio quantificato nell’ordine di circa tre milioni di euro.
Dalle intercettazioni, i ‘pizzini’, le telefonate registrate a loro insaputa, i nuovi boss hanno fatto emergere uno spaccato su Cosa nostra. Così, è emerso che in un ‘pizzino’ inviato il 19 giugno del 2005 al boss Bernardo Provenzano, il boss Salvatore Lo Piccolo scriveva: “Siamo arrivati al punto che siamo quasi tutti rovinati, e i pentiti che ci hanno consumato girano indisturbati. Purtroppo ci troviamo in una situazione triste e non sappiamo come nasconderci”. Dai ‘pizzini’ “veniva confermato che Lo Piccolo aveva più volte chiesto a Provenzano di intervenire con favore sulla vicenda (mancanza di persone da arruolare), tanto da scusarsene nella stessa missiva, dove oltre a sottolineare il lungo tempo trascorso dalla decisione della Commissione (”si tratta di un impegno e di una decisione di almeno 25 anni fa, da allora ad oggi molte persone non ci sono più”), citava le gravi difficoltà di organico in cui versava l’organizzazione (per queste ragioni Lo Piccolo chiedeva a Provenzano di acconsentire all’arruolamento degli Inzerillo nelle loro fila mafiose, considerato che erano giovani ”che non uscivano fuori dal seminato”, erano sotto l’assoluto controllo della famiglia di appartenenza e soprattutto Lo Piccolo stesso se ne assumeva tutte le responsabilità”.