(AdnKronos) – Alla luce degli accertamenti è stato, infatti, possibile “dimostrare come tali beni, sebbene formalmente intestati ad un congiunto di Fontana, fossero in realtà a lui riconducibili ed evidentemente frutto del reimpiego dei proventi derivanti dalla sua attività delittuosa”. Gli ulteriori beni sequestrati sono stati rinvenuti a seguito delle operazioni di perquisizione e sequestro eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo presso le abitazioni di Gaetano Fontana stesso e dei suoi fratelli Angelo e Rita Fontana, nell’ambito dell’operazione ‘Coffee Break”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.
“Si ha motivo di ritenere, infatti, che i beni siano parte del compendio aziendale riconducibile all’impresa attiva nel settore della gioielleria di lusso con insegna ‘Luxury Hours”, sita a Milano in via Felice Cavallotti, nel cosiddetto quadrilatero della moda e già oggetto di precedente decreto di sequestro in quanto risultata nella piena disponibilità di Fontana Gaetano. Beni che il malvivente palermitano evidentemente aveva tentato di occultare al fine di sottrarli ad eventuali iniziative di prevenzione patrimoniali. L’impresa, inoltre, pochi giorni prima del sequestro, era stata colpita anche da un provvedimento interdittivo antimafia disposto dal Prefetto di Milano”, dicono gli investigatori.
Di particolare rilevanza, a conferma dell’evidente operazione di occultamento da parte di Fontana, le particolari modalità attraverso cui i beni sequestrati e rinvenuti nelle abitazioni perquisite, erano stati conservati, ovvero all’interno di buste di plastica trasparente o in fogli di carta ripiegati nonché nei tipici espositori da gioielleria, quali i cuscini di velluto e il fatto che alcune marche di orologi rinvenuti coincidessero con quelle delle scatole vuote rinvenute presso i locali della gioielleria in sede di immissione in possesso. Inoltre, ad ulteriore conferma della ingiustificata disponibilità da parte dei Fontana di quell’ingente numero di gioielli, orologi e pietre preziose, la circostanza che nessuno dei due risulta essere o essere stato in passato titolare di attività commerciali di vendita, di produzione o di riparazione di preziosi. In particolare, tra i beni oggetto del provvedimento di sequestro, figurano numerosi orologi di lusso, molti dei quali in oro e incastonati con pietre preziose, tra cui uno in particolare del valore stimato di circa 150.000 euro. A finire sotto sequestro, inoltre, banconote di vario taglio, per un valore totale di 5.500 euro, numerosi gioielli (orecchini, collane, bracciali e anelli in materiali e pietre preziosi) e numerose gemme sfuse.