(AdnKronos) – ‘Di fronte alla minaccia arrecata dal lupo alle attività di pascolo e di allevamento all’aperto la Regione assicura tutte le risorse necessarie e il massimo sforzo per velocizzare i tempi e aiutare gli allevatori nelle pratiche di indennizzo ‘ prosegue Pan ‘ ma ricordo che oltre l’80 per cento delle predazioni è avvenuto nei confronti di bestiame privo di qualsiasi forma di protezione o contenuto in recinzioni non adeguate. Per cui torno ad invitare pastori e allevatori a investire negli strumenti di prevenzione: oltre alle proprie risorse, la Regione mette a disposizione un milione di euro del Programma di sviluppo rurale nel biennio 2019-2020 per sostenere, sempre al 100%, le spese degli allevatori per recinzioni mobili, semipermanenti e fisse, dissuasori acustici e sistemi di allarme. Il bando per presentare domanda di finanziamento (Misura 4.4.3) resta aperto sino al 3 settembre”.
La Regione conferma anche la presenza diretta di 4 tecnici e di uno sportello dedicato nelle aree montane e pedemontane più a rischio per fornire informazioni, consulenza e orientamento agli allevatori nella programmazione e installazione delle misure di prevenzione e nella predisposizione delle istanze di finanziamento.
‘Indennizzi, misure di prevenzione ed esperti localizzati nelle aree più a rischio, a servizio degli allevatori, sono le misure che la Regione ha attivato, nell’ambito delle proprie competenze e di concerto con le categorie interessate, al fine di contenere i danni causati dal lupo e dagli sporadici ‘ al momento ‘ esemplari di orso presenti nel nostro territorio ‘ conclude Pan  – Ma condivido la preoccupazione del modo agricolo e degli allevatori in quota per la sopravvivenza delle attività di malga e il benessere di greggi e mandrie al pascolo. Tuttavia ulteriori e più efficaci strategie di contenimento della presenza del lupo potranno essere adottate solo se autorizzate dal Piano nazionale di gestione della specie: Piano di competenza del Ministero dell’Ambiente e che il Veneto, insieme ad altre regioni, sta attendendo da anni e continua a sollecitare in tutte le sedi istituzionali, anche attraverso il puntuale aggiornamento dei dati sull’attività predatoria”.