(AdnKronos) – Nessuno però sollevò mai il caso dell’iconografia sopra le righe, affrontandolo ad esempio in un’assemblea di redazione. “Savoini -racconta ancora Piazzo – era vissuto da tutti con una sorta di stima reverenziale, aveva una marcia in più che gli derivava dai suoi agganci. Insomma, era chiaro che aveva delle fonti che lo facevano brillare più degli altri, rendendolo il giornalista politico per eccellenza”.
“Era un collega correttissimo -riconosce Piazzo- che coltivava, sì, la passione per quella cultura storica che nulla aveva a che vedere con la Padania o la secessione… Figurarsi, io nel mio ufficio avevo una foto di Cattaneo”, taglia corto con un sorriso.