Milano, 24 lug. (AdnKronos) – Industriale e uomo di sistema. Imprenditore e protagonista dei salotti buoni della finanza. Giampiero Pesenti, uno dei massimi rappresentanti del capitalismo di relazione italiano, fatto di fitte alleanze e patti di sindacato, è morto a Bergamo all’età di 88 anni. ‘Ingegner Giampiero’, come lo chiamavano i dipendenti di Italcementi, per identificare non solo il capo azienda ma l’anima del gruppo. Un manager estremamente competente nel settore del cemento ed educato, come lo ricordano alcuni ex dipendenti del gruppo, appassionato e che considerava l’azienda non come macchine e numeri ma come persone.
Fabrizio Pedetta ha lavorato in Italcementi fino a diventare vice direttore generale del gruppo, per uscirne dopo 26 anni. “Ero in Italcementi da pochi anni e sono stato uno dei primi espatriati dopo l’acquisizione di Ciment Francais”, ricorda Pedetta, contattato dall’Adnkronos. “Rientrato a Bergamo per alcuni incontri da vicedirettore in uno stabilimento negli Stati Uniti, uno dei 60 del gruppo a quel tempo in giro per il mondo, incontrai l’ingegnere nei corridoi. Mi chiamò per nome, io che ero un perfetto sconosciuto, e mi fece domande su temi molto precisi e pertinenti”. Un piccolo episodio, ricorda Pedetta, “che mi ha lasciato un profondo senso di appartenenza all’azienda”.