Milano, 30 lug. (AdnKronos) – “Crediamo che i problemi di struttura della Lombardia abbiano radici lontane e non attribuibili alla ripartizione nazionale del gettito fiscale”. E’ quanto afferma la Cgil della Lombardia in risposta alla Regione dopo i dati sul rallentamento dell’economia lombarda nel secondo trimestre 2019 .
“La dichiarata necessità di una maggiore autonomia fiscale della Lombardia per risolvere i problemi economici della regione pone più di un interrogativo. Il dibattito sull’autonomia rimuove del tutto i nodi di struttura che rallentano il sistema economico regionale nel consesso europeo”. Secondo la Cgil, “in Lombardia non sono mancati gli investimenti dal lato delle imprese, piuttosto è mancata finora la struttura produttiva capace di soddisfare la domanda che questi investimenti generano, a tutto vantaggio delle economie di altre aree del mondo”.
Questo problema è particolarmente evidente nella manifattura e nella produzione dei beni capitali, cioè nei macchinari ad alto contenuto tecnologico. La struttura delle imprese lombarde “non è fatta da catene isolate e autosufficienti di produzione di valore, cosa che mette in dubbio i presupposti stessi dei provvedimenti sull’autonomia. Più che autonomia servirebbe un miglior posizionamento delle nostre imprese nelle filiere produttive europee ad alto contenuto tecnologico e coerenti interventi di qualificazione dei lavoratori. A questo pensiamo dovrebbero essere indirizzati gli sforzi del governo regionale”, conclude.