Roma, 23 lug. (AdnKronos) (di Ileana Sciarra) – Il possibile disco verde del premier Giuseppe Conte sul Tav -che venerdì potrebbe arrivare come una scure sul M5S – riaccende i riflettori sul ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, sotto attacco del vicepremier Matteo Salvini ma colpito anche dal fuoco amico, non ultimo l’affondo di Max Bugani ieri a Bologna e il tweet sibillino di Stefano Buffagni, con tanto di plauso del viceministro leghista all’Economia Massimo Garavaglia.
Rumors interni alla squadra di governo -raccolti dall’Adnkronos- parlano di un possibile passo indietro del responsabile del Mit nel caso Conte dovesse dare il via libera alla Torino-Lione, una battaglia storica del popolo grillino. Chi conosce bene il ministro fa notare che un’altra partita decisiva per Toninelli è quella di Aspi, ovvero lo stop ai Benetton dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. Ma in ogni caso, dimissioni o meno, la strada di Toninelli sembra ormai segnata, stando almeno a voci di prima linea nei 5 Stelle.
I grillini di governo sarebbero intenzionati a cambiare la casella del Mit quanto prima, con un loro uomo. Fonti di governo assicurano all’Adnkronos che dalla Lega, infatti, non sarebbe arrivata alcuna richiesta sul Mit. Né al momento su altri ministeri. “Il rimpasto tutti lo vogliono ma nessuno lo chiede – confida un esponente di governo di prima linea – Salvini l’altro giorno ha attaccato Trenta e Toninelli e subito è stato tacciato di ritorno alla Prima Repubblica, di corsa alle poltrone. Risultato? Bocce ferme”.