Roma, 29 lug. (AdnKronos) – Chiusa la finestra elettorale per un eventuale voto anticipato a settembre, non è scongiurato il rischio di una crisi di governo alla vigilia di ferragosto, qualora la coalizione M5S-Lega dovesse non disporre più di una maggioranza parlamentare. Decisive saranno le prossime votazioni al Senato, quelle sul decreto sicurezza bis, che dovrebbe arrivare in Aula la prossima settimana, e sulla mozione anti-Tav del Movimento 5 stelle.
“Il decreto sicurezza lo abbiamo già votato alla Camera”, ha ricordato questa mattina il vicepremier Luigi Di Maio, aggiungendo che invece la Lega “da sola non ha i numeri per far passare la Tav, dovrà usare i voti del Pd”. Sommando i 106 senatori pentastellati e i 57 del Carroccio (le condizioni di salute non permettono a Umberto Bossi di partecipare ai lavori parlamentari) la maggioranza gialloverde dispone di 163 voti, due in più rispetto ai 161 richiesti rispetto al plenum. Tuttavia nell’ultimo voto di fiducia a palazzo Madama, il 27 giugno scorso sul dl crescita, il governo si fermò a 158 voti favorevoli , a fronte di 104 no e 15 astenuti.
Numeri che dovrebbero consentire, pur con qualche preoccupazione, il via libera al decreto sicurezza, mentre per quanto riguarda la Tav per l’ok all’opera sarà inevitabile un asse trasversale tra la Lega e le forze di opposizione.