(AdnKronos) – Superati i venti di crisi, almeno all’apparenza, prende corpo di ora in ora l’ipotesi rimpasto. E sebbene il premier, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, abbia difeso a spada tratta tutti i ministri del suo governo, la Lega alza il tiro, con il capogruppo lumbard al Senato, Massimiliano Romeo, che ha accusato alcuni ministri 5 Stelle di frenare l’azione di governo.
In casa M5S si guarda con preoccupazione al Mit, un dicastero dove si giocano partite decisive per il Movimento, due su tutte Autostrade e Tav. Il ministero guidato da Toninelli fa gola al Carroccio -è la convinzione- che colpisce un giorno si e l’altro pure il titolare dei Trasporti e delle Infrastrutture. Altra ‘poltrona’ che potrebbe rientrare nelle mire leghiste, il ministero dell’Ambiente guidato da Sergio Costa, ma il M5S è deciso a non cedere di un passo su un dicastero rappresentativo di una delle 5 Stelle grilline.
Tra i 5 Stelle tuttavia ferma è la convinzione che, semmai si aprisse a un ‘restyling’, anche la Lega dovrebbe cedere qualche pezzo. “Più che rimpasto – dice una fonte di primo piano del Movimento – saremmo davanti a un Conte bis, nel senso che a cambiare sarebbero molte facce, non solo quella di Danilo…” (Toninelli, ndr).

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