Padova, 31 lug. (AdnKronos) – Sì Tav, no Tav, autonomia, flat tax o reddito minimo nella manovra, rapporti con l’Europa e ora anche presunto Russiagate. Il fronte dei conflitti quotidiani nel governo e delle strategie distanti (se non addirittura opposte) fra Lega e M5S si allarga provocando incertezza e immobilismo (mentre l’Istat certifica ‘crescita zero’). E’ ormai la percezione dichiarata di logoramento e insofferenza nel tessuto imprenditoriale e produttivo. Richiesto di esprimere un voto ‘sull’operato del governo’, il 31,4% degli imprenditori di Padova e Treviso ha dato un giudizio ‘negativo’ (42,7% tra i medio-grandi) e il 14,6% ne ha dato uno ‘molto negativo’. Nel complesso quasi un imprenditore su due (46%, con picco del 55,4% tra i medio-grandi) è convinto che l’esecutivo gialloverde stia lavorando male. I voti ‘positivi’ sono stati il 12,9% e i ‘molto positivi’ appena lo 0,8%. Per il 40,2% invece il giudizio è ‘appena sufficiente’.
Nonostante i contrasti su tutto, per la gran parte degli imprenditori prevarrà, nell’immediato, l’interesse dell’attuale quadro politico a proseguire. Il 33,0% pensa che la scelta dei partiti di maggioranza di proseguire insieme non muterà e il governo non subirà modifiche; un altro 16,2% che i nuovi equilibri politici (dopo le europee) renderanno necessario un rimpasto di governo. Ma il redde rationem è solo rinviato: per quasi tre imprenditori su dieci (27,1%) il solco tra Lega e Cinque stelle sui contenuti della prossima legge di Bilancio porterà alla rottura del «contratto» e quindi a probabili elezioni anticipate. E per il 23,7% a una manovra in aperto contrasto con i vincoli Ue che riaprirà scenari di instabilità e scontro e procedure di infrazione con Bruxelles.
Sono i risultati del sondaggio di opinione sull'”Italia nel quadro globale e le azioni per la competitività” condotto da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, dal 20 giugno al 20 luglio su un campione di 530 imprenditori delle province di Padova e Treviso.