Roma, 25 lug. (AdnKronos) – Il ‘contropranzo’ del premier Giuseppe Conte va in scena attorno alle 14.30, mentre i suoi due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, fanno il punto a Palazzo Chigi dopo due settimane di gelo. Il presidente del Consiglio, a sorpresa, lascia a passo spedito la sede del governo. I cronisti, che attendono dal portone centrale l’uscita del responsabile del Viminale -atteso alle 15 a piazza della Pilotta- si lanciano all’inseguimento. “Dobbiamo lavorare, non chiacchierare…”, taglia corto il presidente del Consiglio, con quella che suona già come una stilettata.
La scena è quasi surreale e fa il paio con quella di ieri nell’emiciclo di Palazzo Madama, quando, intervenendo sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega gli scranni dei Cinque stelle erano semivuoti. E da quelli della Lega il capogruppo Massimiliano Romeo invitava il presidente del Consiglio ad adottare “la stessa solerzia” nel riferire in aula sulla Ue. Quando si diffonde la notizia dell’incontro Di Maio-Salvini, tutti si interrogano se anche Conte siederà a quel tavolo. E quando arriva la conferma che i due si vedranno a Chigi, la presenza del presidente, nei Palazzi romani, viene data quasi per scontata.
E invece no. Dal suo staff confermano che Conte non ci sarà, e all’improvviso quella frattura ieri evidente a Palazzo Madama si fa ancor più profonda: Conte diventa il convitato di pietra. Pare che abbia appreso dell’incontro tra i due dalle agenzie, e che non fosse stato invitato. Ma il premier non ci sta e esce dall’angolo: con il suo portavoce, Rocco Casalino, e il resto dello staff muove i passi per un pranzo a base di sushi a due passi da P.Chigi.