(AdnKronos) – Distanze con la Lega, ma rapporti in raffreddamento anche con i 5 Stelle. Nelle file del Movimento è maturata nel corso dei mesi una certa diffidenza nei confronti di un premier alla quale viene rimproverata, a telecamere spente e taccuini chiusi, troppa autonomia d’azione. “Si sente il re Sole, ma è Di Maio che lo ha messo lì”, la battuta che rimbalza tra diversi esponenti di governo M5S.
E così che Conte appare ogni giorno più solo. Mentre cresce la sua popolarità, sondaggi alla mano, e i rumors su un piano B dell”avvocato del popolo’, con l’idea di un partito tutto suo accarezzata in questi mesi, ora che Palazzo Chigi è ormai casa. Ma a mettere a tacere le voci è lo stesso premier.
“E’ assolutamente fantasiosa l’ipotesi che viene ventilata che io voglia formare un partito – dice lasciando il ristorante giapponese, senza che nessuno gli abbia chiesto un commento su questo – Signori, vi invito a non fare i peggiori ragionamenti della Prima Repubblica, restituiamo alla politica la sua nobiltà e voliamo alto”.