Roma, 15 lug. (AdnKronos) – E’ ancora gelo tra Palazzo Chigi e il Viminale. Nessun contatto, riferiscono i beninformati, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini, oggi protagonista di un incontro con le parti sociali al ministero. “Tutto tace e tacerà”, si dicono convinte le stesse fonti. Allontanandosi da Palazzo Chigi per un caffè con il suo staff, Conte non ha dissimulato il suo fastidio, per l’incontro al Viminale in corso -“la manovra economica si fa a Palazzo Chigi e i tempi li decido io”- e per i retroscena in cui Salvini, che ha poi puntualmente smentito le ricostruzioni dei quotidiani, lo tacciava di mancanza di lealtà.
Per ora in agenda, stando a quanto riportato dall’Adnkronos, c’è solo il vertice sulle autonomie, fissato da Conte per venerdì alle ore 13: salvo sorprese, potrebbe essere questo il primo appuntamento utile per un chiarimento. Intanto il premier mette i paletti anche sull’affaire dei presunti finanziamenti russi alla Lega.
“Le nostre linee guida – ha detto in mattinata – sono assoluta trasparenza nei confronti dei cittadini italiani, assoluta fedeltà agli interessi nazionali. Questo governo non si muoverà da queste linee guida di un millimetro, voglio esser chiaro. L’ho già detto: dobbiamo trasparenza ai cittadini. Quindi tutte le occasioni e tutte le sedi, in primis il Parlamento, sono le sedi giuste per onorare queste linee guida”. A a chi gli domandava se Matteo Salvini debba riferire in Aula sulla vicenda, “perché no?”, rispondeva secco.