Credits: Instagram @lisa_pigato_

Ha un carattere pieno di sfumature: è autoironica, testarda, curiosa, trasparente, realista, istintiva e intuitiva. Lisa Pigato è una delle più grandi promesse del tennis italiano

Lisa Pigato, a 16 anni, ha già collezionato una lunga serie di vittorie nei Campionati Nazionali juniores e di convocazioni nelle Nazionali giovanili; anche in questo periodo,  tra un torneo e l’altro, si sta preparando per la prossima spedizione azzurra, in Gran Bretagna: “E’ sempre bello giocare in Nazionale perché il fatto di vincere per te stessa passa in secondo piano; pensi soltanto a giocare e vincere per la tua squadra, la tua Nazione, e anche per la Federazione”, ci racconta, al termine di uno dei suoi lunghi allenamenti alla Milano Tennis Academy di Segrate, l’academy dove fa base, all’interno dello Sporting Club Milano 2.

“Questo è il primo anno che mi alleno full time e avevo paura fosse dura, soprattutto mentalmente perché, anche se fisicamente sei stanca, poi è la testa che ti tira. Ma avevo l’obiettivo degli Australian Open Junior e quella è stata una forte motivazione”.

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Il primo Slam stagionale si è dimostrato non solo un bel test di resistenza fisica ad oltranza ma anche un importante banco di prova psicologico: Nei quattro giorni precedenti le qualificazioni sono stata a letto con la febbre alta e sotto antibiotici; subito dopo sono scesa in campo con 37° di temperatura” racconta Lisa. Era la prima volta che giocavo davanti ad un pubblico così numeroso. Agli Australian Open gli junior sono tenuti in grande considerazione. Ero tesissima all’inizio ma dopo il primo set mi sono sciolta; è stata un’esperienza davvero bella dal punto di vista personale perché ho vissuto l’ambiente in cui vorrei vivere e ho imparato molto dai pro: a loro piace fare fatica e ogni palla la giocano fino in fondo.”

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Cresciuta sotto la guida del padre Ugo, uno dei più titolati coach italiani (“La cosa più importante che mi ha insegnato è che nel tennis bisogna avere umiltà e il senso dell’umiltà è di giocare sempre punto su punto, a prescindere da chi sia l’avversario), Lisa sta continuando ad allenare il suo rovescio prepotente ed esplosivo con il maestro Giacomo Oradini, che la segue nelle trasferte, anche come sparring partner: Ultimamente mi sento migliorata; mi piace giocare sul lungolinea; sto cercando di lavorare sul servizio e sul gioco davanti; quando nei match sono davanti faccio bene, ma ci vado poco e questo è un aspetto che sto cercando di potenziare”.

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I viaggi  sono ormai diventati parte integrante nella vita della giovane azzurra che, nonostante ami questo aspetto del suo lavoro,  non ha nessuna intenzione di trasferirsi all’estero per continuare ad allenarsi, diversamente da altri suoi colleghi: Fino ad ora la città che mi è piaciuta di più è stata Melbourne: è splendida, nuova, verde e all’avanguardia, una specie di “New York tranquilla”; New York è spettacolare, con i suoi grattacieli; ti dà l’impressione di essere proiettata nel futuro… ma è davvero troppo caotica. Se pensassi di andare all’estero per allenarmi lo farei attraverso il meccanismo delle borse di studio universitarie; ma qui ho tutto quello che c’è di meglio, sia dal punto di vista dell’organizzazione che delle strutture. E’ impossibile trovare una soluzione migliore di questa”.

Lisa ha un  carattere particolare, ricco di sfaccettature: “Ma piaccio per quello: mi piace ridere e scherzare, sono autoironica ma anche sensibile e permalosa… non con tutti però, solo con le persone importanti, cioè mia madre, mio padre e Giorgia.”

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A Giorgia, sua sorella maggiore, Lisa è legatissima: Lei è la mia più cara amica, negli ultimi due anni siamo diventate ancora più unite e facciamo tutto insieme; caratterialmente siamo molto diverse perché io sono più testarda, ribelle…insomma voglio avere ragione! Indosso sempre, anche quando sono in trasferta, un ciondolo di Tiffany  a forma di cuore, che  mi ha regalato lei”.

Ed una evidente maturità emerge dallo spirito critico e autocritico che dimostra fuori dal campo da tennis, parlando del suo percorso di studi, senza esitare ad ammettere qualche piccola omissione nelle faccende domestiche:  il 10 Giugno ho passato tutti gli esami della mia scuola online di Scienze Umane; all’inizio ero preoccupata perché temevo di riuscire a studiare poco; invece mi sono dovuta ricredere perché è tutto ben organizzato, spiegazioni, verifiche, programma e libri; bisogna però imporselo, essere bravi a gestirsi in modo autonomo e responsabile. Le mie materie preferite? Psicologia, che aiuta a capire come funziona la mente e, sembrerà strano, Economia, che aiuta a capire come funzionano le cose. Quando, a casa, la mamma e il papà parlano di questo mi piace capirli. Sono pigra per quanto riguarda i lavori in casa e un po’ disordinata; quando la mamma mi chiede di sistemare la mia camera prima dico di sì e poi magari non lo faccio. Però sono ordinata in altre cose, come per esempio la mia sacca. Io so dove mettere le cose. “

Avendo iniziato a frequentare la scuola online, quest’anno Lisa ha un po’ perso di vista i suoi compagni di scuola: “Quando mi chiamavano per uscire dovevo dire spesso di no a causa degli allenamenti; in compenso ho moltissimi amici tra i miei colleghi tennisti; oltretutto viviamo esperienze e problemi simili e questo aiuta a legarsi ”.

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Parlando con Lisa si capisce che è caleidoscopica come il suo tennis e che la sua capacità di spiazzare le avversarie con colpi che non si aspetterebbero  deriva da una personalità frizzante, originale, creativa, che ama sperimentare una varietà di alternative per trovare idee sempre nuove . Questo si ritrova anche in piccoli dettagli, che raccontano molto di lei: il suo gusto per un look “mix and match”, la vivacità dei colori che adornano le sue unghie, decorate  da tonalità pastello e nuance delicate, i suoi gusti musicali, il suo apprezzamento per l’energia positiva e il clima cosmopolita che si respira a Milano: “Per quanto riguarda il mio abbigliamento amo variare, i jeans, i pantaloni attillati, i pantaloncini in estate, le sneakers etc; mi piace molto la musica pop, ma non ho un cantante preferito; la scarico  da ITunes e la ascolto per rilassarmi; adoro Milano,  in particolare il centro, per gli aperitivi e le boutique.”

Recentemente Lisa si è accorta di avere un’intolleranza al glutine e al lattosio: Questa intolleranza mi ha fatto davvero stare male, con forti nausee. La cosa grave è che devo rinunciare alla pizza e posso mangiare solo il gelato alla fragola e al limone mentre vorrei potere scegliere tra una grande varietà di gusti… però ogni tanto sgarro”, specifica con una certa soddisfazione.

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Questa atleta così poliedrica non è un’appassionata di lettura, ma c’è però un libro che l’ha fatta riflettere: “Mi è piaciuto molto Open di André Agassi e ne ho formulato una mia personale interpretazione: il libro termina con lui e sua moglie, Steffi Graf, che a Parigi, sotto la pioggia, giocano a tennis. Se tu odi davvero uno sport non faresti mai terminare il tuo libro in quel modo. Penso che Agassi  in realtà abbia sempre avuto non soltanto talento ma anche passione per il tennis, non l’abbia riconosciuta mentre suo padre sì. Il tennis è uno sport logorante, in cui non puoi scappare; è normale dire ‘Odio questo sport, ma chi me lo fa fare? Meglio che vada al mare‘ , soprattutto quando perdi, specialmente alla nostra età. Anche a me pesa dovere rientrare tassativamente alle 22.30 perché il giorno dopo ho gli allenamenti e non posso fare serata. Ma non mi interessa fare serata se il giorno dopo devo partecipare ad un torneo  a Londra; tre giorni senza tennis per me sono già troppi. Non potrei mai vivere senza il tennis”.

Viene davvero il dubbio che Lisa, così brava ad esplorare sé stessa, possa avere ragione.