L’erba di Wimbledon è più lenta del solito? Problema di clima e non di taglio della superficie: ecco la spiegazione

AFP/LaPresse

Tanti giocatori si sono lamentati della lentezza dei campi di Wimbledon, ma l’erba dei Championship è sempre gestita allo stesso modo, di anno in anno, con grande attenzione: è l’umidità ad influire sulle palline, almeno secondo Nadal

Wimbledon è lo Slam per eccellenza. Il torneo britannico, con le sue tradizioni e la sua storia, è uno dei più prestigiosi appuntamenti del panorama tennistico mondiale, ma non per questo risulta esente da critiche. I giocatori negli ultimi giorni si sono lamentati molto delle condizioni del campo, considerato troppo lento rispetto al passato.

Eppure non sembra essere una questione di ‘taglio’ dell’erba, controllato con precisione certosina dal giardiniere-capo Neil Stubley e replicato ogni giorno. Dal 1995 l’altezza dell’erba è fissata ad 8 millimetri, mentre dal 2001 la qualità è 100% Perennial Ryegrass, la migliore secondo The Sports Turf Research Instituto of Yorkshire che ha modificato la mistura precedente (70% rye, 30% red fescue) per sviluppare le condizioni ideali senza alterare velocità e rimbalzi della palla.

I campi vengono creati ogni anno, ex novo, da aprile. Il primo taglio viene fatto quando l’erba arriva a 15 millimetri, altezza mantenuta con tre tagli nel mese di maggio, quando i campi sono pressati una volta a settimana per consolidare la superficie. A giugno, quando ormai lo Slam si avvicina, viene ridotta la quantità d’acqua per l’annaffiatura delle superfici, al fine di compattare la base. Durante Wimbledon invece, ogni sera, la procedura di annaffiatura viene ripetuta affinchè l’erba sopravviva per le due settimane del torneo.

Condizioni dunque perfettamente controllate, ma nonostante le misure ben standardizzate, i tennisti continuano a lamentarsi. Il perchè lo spiega Nadal, tirando in ballo l’umidità: “le palle s’impregnano di umidità, e questo rende magari il gioco un po’ più lento. Ma sinceramente a me la superficie sembra sempre la stessa, ci gioco dal 2003, e non vedo grandi differenze. Ogni anno chi la pensa in un modo e chi in un’altra, perchè ogni giocatore ha le sue sensazioni, e magari per qualcuno che sta giocando molto bene, tutto è perfetto, mentre per quelli a cui le cose non vanno al meglio, l’erba sembra troppo veloce o troppo lenta. Perchè è difficile trovare il giusto timing“.

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About Mirko Spadaro (17439 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


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