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Il centrocampista della Sampdoria si è soffermato su un tema abbastanza delicato, chiedendo a tutti di intervenire per mettere fine all’omofobia nel calcio

Si tratta di un problema difficile da risolvere, una ‘malattia’ complicata da debellare ma, con l’intervento di tutti, anche questo difficile ostacolo può essere superato.

Stefano Nicoli/LaPresse

L’omofobia nel calcio esiste, lo ha confermato anche Albin Ekdal nel corso di un’intervista rilasciata a Sportbladet, nel corso della quale ha chiesto l’aiuto dei colleghi per far sì che questo problema venga risolto. “Dicono che non ci sono calciatori omosessuali. Ma come si fa a trarre questa conclusione? Ho giocato a calcio nei due maggiori campionati al mondo, partecipando a coppe europee e anche alla Coppa del Mondo” le parole di Ekdal. “Non sono mai stato in campo con un calciatore che fosse dichiaratamente omosessuale. Il problema non potrebbe essere più chiaro: il calcio professionistico allontana gli omosessuali, mette pressioni sui ragazzi a non esternare chi amano. Dobbiamo aiutare chi pensa di mollare per non essere deriso, che potrebbe aver sentito la parola ‘frocio’ utilizzata come un insulto negli spogliatoi. Non è una responsabilità del singolo, ma mia, nostra, di tutti fare in modo che non debba richiedere coraggio osare. Dovrebbe essere facile dire a qualcuno di essere innamorati. Io non posso fare altro che dare il benvenuto a tutti nel mondo del calcio e anche gli altri non possono fare altrimenti. Se lo facciamo tutti assieme in ogni occasione possibile, ad ogni viaggio in bus, in trasferta, in qualsiasi spogliatoio, non ci sarà più questo problema in futuro“.