(AdnKronos) – Ad occuparsi del reclutamento dei finti braccianti agricoli, la maggior parte dei quali si trovavano fuori dal territorio nazionale mentre risultavano a lavoro in Italia, erano due tunisini. L’organizzazione criminale era in grado di fornire svariati servizi agli extracomunitari con un vero e proprio tariffario a seconda delle esigenze. Particolarmente grave è il caso di un operaio assunto in nero che a causa di un infortunio sul lavoro ha perso un braccio. L’organizzazione, grazie all’intervento di un professionista, è riuscita a retrodatare l’assunzione al giorno precedente a quello dell’incidente evitando così eventuali profili di responsabilità nei confronti del datore di lavoro e truffando l’Inail.