Vicenza, 22 lug. (AdnKronos) – “Una lettera aperta di rivendicazione delle proprie prerogative e di richiesta di rispetto istituzionale – che mi pare non sia mai oggettivamente mancato a Zaia e Fontana – è un atto lecito, ma questo non significa che i veneti e i lombardi debbano accettare passivamente le decisioni su un dossier solo perché se ne occupa direttamente il Premier”. Il Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi commenta la lettera aperta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a veneti e lombardi.
“I Governatori stanno portando avanti le sacrosante richieste di cittadini che hanno votato in massa e che vogliono che si esca dall’ipocrisia che regna da oltre un anno: questo Governo l’Autonomia non la vuole perché deve tutelare gli interessi di alcune specifiche sacche di voto. E quindi sta creando un simulacro multiforme per tentare di dare il contentino a qualcuno senza toccare i privilegi dell’altro”, polemizza Vescovi.
“Se si pensa che i cittadini che hanno votato il referendum e attendono pazienti che chi di dovere faccia il proprio lavoro si lascino abbindolare, ci si sta sbagliando di grosso – avverte – Quelli che stanno compromettendo il lavoro che il Ministro Erika Stefani ha, con tanti sforzi, tentato di instradare verso una giusta via, sono quelli che parlano di secessione dei ricchi e che non hanno capito (o non vogliono capire per convenienza propria) che il progetto di autonomia differenziata può rappresentare davvero un valore per tutto il paese. Basti pensare ad esempio a cosa comporterebbero operazioni come quelle sui costi standard (su cui già si è arrivati a compromessi al ribasso peraltro)”, sottolinea Vescovi.