(AdnKronos) – “E quando il Premier fa una distinzione tra ‘noi’, i veneti e i lombardi, e ‘gli altri’ 45 milioni di cittadini, tralascia che 5 regioni da Nord a Sud hanno competenze diverse, che già oggi scuola (come testimoniano i test Invalsi) e il servizio sanitario nazionale (vedasi i bilanci regione per regione oltre al fenomeno delle migrazioni sanitarie) non producono gli stessi risultati in tutto il suolo italiano con il sistema di competenze attuale. L’autonomia, rivendicazione che possono avanzare tutte le regioni, mica solo Veneto e Lombardia come dimostra anche il caso della vicina Emilia Romagna, punta invece a cambiare il sistema, ad efficientarlo, a rendere palesi e dirette competenze e anche responsabilità delle scelte. Si vuole alzare l’asticella o si rimane così?”, prosegue il numero uno degli industriali di Vicenza.
“Il Governo del Cambiamento, e la lettera del Premier purtroppo non smentisce questo atteggiamento, si rivela invece ancora una volta il Governo del mantenere lo status quo e i privilegi di chi spreca. A questo punto, al bando l’ipocrisia, lo si dica chiaro e forte: il voto dei cittadini veneti e lombardi non vale nulla e la si smetta di dire ‘Faremo l’autonomia ma…’, siamo stufi di questa pantomima”, stigmatizza.
“Scrivere in una lettera che se le richieste saranno soddisfatte a metà o anche meno ‘non sarà per insensibilità’ nei confronti delle democratiche richieste dei cittadini, con tutto il rispetto per il ruolo, non basta. L’Autonomia fu annunciata per il 22 ottobre 2018, a questo punto contano i fatti e i ‘non fatti’. La pazienza è al limite, poi tireremo le somme”, conclude Vescovi.