Ue: Juncker, ‘giusto non punire anzitempo Spagna e Portogallo per deficit’

Bruxelles, 19 giu. (Adnkronos) – La Commissione Europea ha agito saggiamente nel 2016, quando ha deciso di non comminare sanzioni alla Spagna e al Portogallo, che avevano violato la regola del deficit, perché così facendo ha dato alle economie dei due Paesi iberici, che avevano scelto un percorso di bilancio credibile, “il tempo e lo spazio” per riprendersi. Lo ha sottolineato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, in un passaggio del suo discorso di oggi a Sintra, in Portogallo.
La Commissione Europea, ha ricordato il politico lussemburghese, “davanti al rischio di una ripresa debole, ha fatto uso della flessibilità che esiste all’interno delle regole Ue per dare alle economie europee il tempo e lo spazio di cui avevano bisogno per riprendersi e riformarsi”.
“E quando sono apparsi rischi di ‘scivolamento’ – ha aggiunto Juncker – ci siamo presi il tempo per negoziare duramente per rimettere i Paesi su un percorso di sostenibilità. Pensate solo alla Spagna e al Portogallo tre anni fa. Se fossimo stati rigidi nel nostro approccio alle regole di bilancio, applicando prematuramente le sanzioni finanziarie, questi Paesi non avrebbero avuto una crescita così robusta e non sarebbero stati in grado di correggere i rispettivi conti pubblici”.
“Il merito – ha proseguito Juncker – va anche ai governi di questi Paesi, che hanno scelto un percorso credibile e cooperante, a beneficio dei loro cittadini. Lo dico perché riceviamo molte critiche per il nostro mestiere di sorveglianti dei bilanci, da entrambe le estremità, cosa che è un buon segnale”. “In ogni caso – ha concluso – è il Consiglio che in ultima analisi decide sulla sorveglianza sui bilanci nell’Ue, non la Commissione. Sono lieto di ricordare che il Consiglio ha seguito tutte le raccomandazioni della Commissione negli ultimi anni”.
Nell’agosto del 2016 il Consiglio decise, dietro raccomandazione della Commissione, di non comminare multe a Lisbona e Madrid, che non avevano agito per correggere i rispettivi deficit eccessivi. La Commissione avrebbe potuto raccomandare di multare i due Paesi per una somma pari allo 0,2% del Pil ma, dopo aver ricevuto richieste “ragionate” dai due governi, ha proposto, il 27 luglio 2016, di cancellare le multe; l’8 agosto il Consiglio decise di non opporsi.